Archive for the ‘Quando ero cinno’ Category

Mica Stupid!

Tuesday, March 9th, 2010

Bologna 1980 – Bologna 2010. Trent’anni tondi: bell’anniversario. Nell’anno in cui i fascisti (e non solo loro) fecero esplodere una bomba, uccidendo 85 persone e ferendone altre 200, Gianpietro Huber (Gaznevada), Paolo Bazzani (Rusk Und Brusk), Giorgio Lavagna (Gaznevada) e Fabio Sabbioni davano vita agli Stupid Set. Sintetici e pop, concettuali il giusto, fulminati sulla via dei Devo che a loro volta erano rimasti folgorati su quella dei californiani Residents, gli Stupid Set incisero per l’onnipresente Italian Records (quasi in un involontario regime di monopolio) di Oderso Rubini. Si parlerà di loro e di molti altri, in un volumetto diretto all’Expo di Shangai. Oggi Bonobo ha deciso di darsi all’archeologia e ed ecco cosa ha trovato.

Il video è opera dello stesso Gianpietro Huber

Quando ero cinno

Wednesday, February 17th, 2010

Oibò, alzo lo sguardo e vedo (lo vedete anche voi) il banner che annuncia la prossima edizone del festival internazionale del fumetto Bilbolbul. Allora penso alla mostra-mercato che si teneva a Palazzo Re Enzo , quando era ancora il secolo scorso e a me spuntava a stento la prima peluria sul labbro. Leggevo un sacco di giornalini a quel tempo: la Marvel (dopo l’antitifica, in quinta elementare, con la febbre a 40, mi ero convinto che mia madre avesse scoperto che ero l’Uomo Ragno), Alan Ford, Diabolik, il Mago, i vecchi Linus che avevamo in casa erano le mie principali testate di riferimento. Quell’anno, alla mostra del fumetto c’era anche il banchetto di un gruppo di giovinastri poco più grandi di me che promuovevano il neonato C.G.A.F., acronimo un po’ cacofonico che stava per Club Giovani Amici del Fumetto. Mi iscrissi e mi venne data la tessera numero 62. Tra i promotori c’era Andrea Plazzi, che allora tentatava di imitare Jack Kirby (per diventarne poi uno dei principali esegeti) e che oggi è uno dei più preparati e appassionati esperti che possiamo vantare in Italia. La loro (la nostra) fanzine si sarebbe trasformata in Fumo di China, auterovolissima pubblicazione di critica dedicata al mondo dei comics. Poi, ogni due anni, ci si ritrovava sotto al pallone di Lucca, quando Lucca era una specie di Shangri-La del fumetto e del cinema d’animazione, inventata e diretta da quello strardinario personaggio che fu Rinaldo Traini. Pazienza e co. avevano appena cominciato a mettere mano a Cannibale e dei Valvolinici ancora non v’era traccia, ma Bologna ribolliva di intenti e talenti che sarebbero esplosi di lì a poco. In città, per il momento, la legge continuavano a dettarla Roberto Raviola, detto Magnus ed il suo amico Franco Bonvicini.
Comunque, viva i giornaletti. (qualcuno di voi ha la tessera del C.G.A.F.?)