Bonobo ha la pelliccia lucida e il sole gli sbrilluccica addosso. Fa caldo e lui si gode beato il tepore. E’ contento, Bonobo e si vede. L’ho portato a sentire un po’ di gente che suona: i Residents all’Estragon, John Zorn e gli Electric Masada all’Arena del Sole, Arto Lindsay con l’orchestra, al Teatro Rossini di Lugo e mi sa che stasera lo accompagnerò al Manzoni, ché c’è Bob Mcferrin.
Povera scimmia, lui al suo paese, concerti così se li sogna (provate voi a far suonare la Filarmonica Arturo Toscanini in mezzo a una foresta) e per questo sto cercando di fargli recuperare il tempo perduto. Vedo che gli giova allo spirito e anche al fisico e ciò mi rallegra.
Poi volevo approfittare dell’occasione per citare Massimo Simonini, che è inventore (insieme a Mario Zanzani) e direttore del festival di Angelica e che è stato anche uno storico collaboratore della nostra radio. Per diversi anni ha realizzato trasmissioni come Umano Ovest e L’ora d’aria, derive in FM delle esplorazioni sonore che nel frattempo conduceva da solo o in compagnia di altri musicisti, come Tiziano Popoli, insieme al quale aveva dato vita al progetto N.O.R.M.A. .
Ma ad un certo punto la collaborazione di Massimo Simonini è cessata e questo, mi duole dirlo, anche causa mia. Non vi tedio sul perché e il percome, ma basti sapere che la scelta fu imposta esclusivamente da problemi tecnico-logistici che sfortunatamente si erano rilevati insormontabili.
Una decisione di cui, confesso, mi sono successivamente pentito, ma che non mi ha impedito di continuare a seguire e ad apprezzare il lavoro di Simonini e la lunga avventura di Angelica che quest’anno ha trovato un nuovo, entusiasta sostenitore: il mio amico Bonobo, ça va sans dire.
Archive for the ‘Persone’ Category
Musica, terapie e confessioni
Saturday, May 22nd, 2010Bonobo d’Europa
Wednesday, May 12th, 2010
Lo so che lo sapete. Che lo sapete già che Alberto Ronchi si è finalmente potuto sfogare pubblicamente, dopo settimane di forzato silenzio istituzionale. Lo so che lo sapete che gli giravano le palle (così veloci che a Bonobo, seduto in prima fila, gli ha spettinato la pelliccia) e che l’ha detto, direi, abbastanza chiaramente. Poi, dopo la ‘pars destruens’, ha voltato pagina e ha parlato dei classici progetti per il futuro. Qui si sono drizzate le orecchie di tutti, perché era per quello che tutti erano lì. Per i progetti per il futuro.
Uome
Thursday, May 6th, 2010
Peggio degli uomini ci sono le uome. Quelle più realiste del re (raramente, della regina), quelle convinte che sia giusto superare, a destra, i maschi. Quelle che non si fanno scrupolo di gettare alle ortiche ciò che ancora rimane della sempre più straziata dignità della donna, come se la cosa non le riguardasse. Le uome. Tra queste, temiamo, potrebbe starci anche la volitiva Silvana Mura, deputato per l’Italia dei Valori (quali?) e strettissima collaboratrice di Antonio Di Pietro.
Orbene, l’onorevole Mura, per giustificare la decisione di togliere a Maura Pozzati l’assessorato alla cultura della Provincia di Bologna, pare abbia avuto la sensibilità di dichiarare «Pozzati non avrebbe avuto il tempo di seguire tutte queste deleghe, è anche mamma». Io non giudico il lavoro di Maura Pozzati (non lo fa nemmeno la Mura), non mi dilungo sul peso che il suo assessorato, notoriamente privo di fondi, può rappresentare nel contesto del territorio che gli pertiene. Prendo atto che per risolvere beghe squisitamente politiche, si preferisca rinverdire argomentazioni che farebbero venire il latte alle ginocchia anche a Pinocchio. Onorevole Mura, si ricordi che la temporanea vittoria di voi uome è solo il preludio della ripetuta sconfitta delle donne e per quanto la cosa Le possa sembrare curiosa, a rimetterci è pure Lei.
Perché è un bravo ragazzo (di 91 anni)
Monday, May 3rd, 2010R(a)egion di stato strikes again and again….
Friday, April 23rd, 2010
Alla fine Alberto Ronchi ce l’ha fatta. E’ riuscito a dimostrare come la region di stato sia più forte di qualsiasi altra valutazione. Tipo se uno sa far bene, molto bene, il suo lavoro oppure no. E’ un dettaglio, a fronte di altre priorità, quelle che in Italia, come nella nostra regione conosciamo bene. Il governatore Errani (al suo ultimo mandato o non c’è limite alla provvidenza) ritorna sul suo scranno. Ronchi, no. Al suo posto, pare, Massimo Mezzetti, sul quale non posso ovviamene pronunciarmi. Solo una nota di colore: Mezzetti ha il suo sito web, Ronchi manco c’aveva il cellulare. Non vuol dire una cippa, lo so, ma mi piaceva farlo notare.
Caro Alberto, poco da dire, ci mancherai.
Bonobo oggi ha la depre e l’ho lasciato solo a casa.
Comunque vada…
Thursday, April 15th, 2010Comunque vada, quella è stata la più bella esperienza della sua vita. Di Alberto Ronchi, lo ha detto lui, ora che è ancora assessore alla cultura emilana e pure romagnola e che domani non si sa. Alla Cantina Bentivoglio c’è stato un ritrovino di una parte di coloro che ne hanno caldeggiato la conferma. Lui, umìle in tanta gloria, ha preso la maglietta celebrativa e alla fine ha ammesso di essersi commosso di fronte a tanta mobilitazione di popolo. -E’ già un miracolo che ancora si parli di me- ha detto a Bonobo che si limitava ad annuire, visto che aveva la bocca piena di sformato. Vasco andrà dove lo porterà la ragion (o la region) di stato e chissà se imbarcherà di nuovo il prode Ronchi a bordo della nuova giunta.
Comunque vada, è stato un successo o almeno così ci illudiamo che sia, indipendentemente dal risultato.
Nella foto, uno dei tre, è Ronchi
Il Centimento
Friday, March 5th, 2010
Dieci anni fa moriva un poeta. Il suo nome era Gilberto Centi. Molti lo hanno conosciuto, molti probabilmente non hanno nemmeno mai sentito il suo nome.
Fare il poeta è una sorta di sublime condanna. Creare, spesso, senza farsi capire e frequentare i margini, i cigli, gli orli che precedono il baratro. Eleggere il filo di una lama a propria strada e seguirla, ferendosi, fino al passo finale.
Domenica prossima si celebrerà la prima giornata del Centimento, dedicata alla vita e all’opera (del resto, una cosa sola) di questo “guerrigliero della comunicazione e agitatore della poesia”, che aveva occhi e orecchie per tutti coloro che provavano a seguire il suo stesso cammino.
Si comincia alle 18, al Centro Civico Lame, in via Marco Polo 53.
video di Luca Parmeggiani
Bonobo d’Asfalto
Thursday, March 4th, 2010
Se anche una sola persona, incappando in questo post, finisse per visitare Asfalto, per Bonobo sarebbe già un bel risultato. Il mio amico peloso ed io abbiamo pensato fosse giusto ricordarvi della sua esistenza. Da quelle parti si annuncia la precoce dipartita di Andrej Letko, il ragazzo che ha realizzato il progetto grafico del blog delle persone senza dimora a Bologna. Se ne è andato lo scorso 11 febbraio.
Capita spesso che la redazione di Asfalto debba dire addio a qualcuno degli amici e compagni che vi gravitano attorno. Troppo spesso, direi,
Asfalto non è un blog sempre allegro. Come la vita, del resto.
Bonobo è dispiaciuto.
Chi fosse Andrej ce lo ricorda lui stesso, in questa intervista alla nostra radio, realizzata da Lucia Manassi nell’ottobre del 2006
Disciplinatha, work in progress
Saturday, February 27th, 2010
Cattivi, cattivissimi, politicamente scorrettissimi…. fondamentalmente punk, i Disciplinatha questo sono stati: una delle formazioni più straordinarie emerse dall’undergroud bolognese quasi un quarto di secolo fa. Nel cuore della rossa bologna, Cristiano Santini, Dario Parisini, Daniele Albertazzi e Marco Maiani avevano abbastanza fegato e faccia tosta per colpire la città con loro incursioni realmente provocatorie e disturbanti. Provocatorie e disturbanti per chi non aveva forza, voglia, coraggio e curiosità di guardare oltre al proprio naso. Accusati di essere fascisti, i Disciplinatha, dopo il divorzio dalla Attack Punk di Jumpy (Helena) Velena, diventarono il fiore all’occhiello del Consorzio Produttori Indipendenti, label non certo in odore di nostalgie mussoliniane. Deflagranti nel suono quanto nei testi, Santini e co. avevano capito che la bonaria e sinistrorsa bologna, poteva essere (o le era veramente) gretta, fascista e razzista, magari nelle sue pieghe nascoste, magari celando denti aguzzi dietro ad un sorriso amichevole e tollerante. In questi giorni (scopro da Facebook) si sta lavorando ad un documentario sulla band scioltasi nel 1997. Siamo molto curiosi di vederlo, ma intanto raccogliamo e diffondiamo l’appello a contribuire alla sua realizzazione lasciando un messaggio a report.staff@alice.it, casomai qualcuno avesse qualsiasi tipo di materiale utile ad arricchire questo lavoro.
Piccolo ricordo di un grande uomo
Monday, February 15th, 2010Oggi è l’annivesario della scomparsa di Roberto Leydi. Il 15 febbraio del 2003 questo straordinario studioso di musica popolare lasciava la scena terrena dopo averla dominata con curiosità, umanità e rigore. Io ho avuto il privilegio di conoscerlo, laurearmi con lui e diventargli addirittura amico. Non uso questa parola, privilegio, a vanvera: Roberto Leydi, etnomusicologo, è stato tra i principali protagonisti e artefici della intensa stagione di studi, rappresentazioni, incisioni e spettacoli che hanno caratterizzato gli anni (intensi, caotici, contraddittori e prodigiosamente fertili) del folk revival italiano. E’ stato professore di Etnomusicologia al DAMS di Bologna, amato e rincorso dai suoi allievi, dotato di quella rara qualità che contraddistingue i più grandi: l‘umiltà. Che non è una roba di chi sta a testa china, con lo sguardo gettato a terra, ma l’attitudine di chi guarda a tutto senza pregiudizi, con quella inesauribile curiosità che è il primo motore della scoperta. Roberto Leydi che aveva mille cose da raccontare, che incantava per le sue capacità affabulatorie e lo avresti ascoltato per ore senza stancarti, Roberto Leydi, dicevo, sapeva ascoltare e prestare attenzione anche ai discorsi di un giovanotto senza arte nè parte quale ero io, nei primi anni della nostra conoscenza. Oggi non ci manca solo lui, ma il suo modo di porsi, di accogliere la varietà, le differenze e persino l’ignoranza altrui (la mia, per esempio) considerando tutto come materiale buono per una discussione, un sano e franco confronto, magari davanti ad una tazza di caffè alla valdostana, tra vapori di grappa e burro, seminascosto dalle volute di fumo, sospese nell’aria, del suo toscano.
Sentite buona gente
La collezione e le ricerche musicali di Roberto Leydi




