Allora dico subito che Bonobo ed io ci eravamo fatti un gran mazzo su wikipedia a leggerci tutte le storie dell’Arcidiocesi di Bologna e poi le cronache dei suoi vescovi che nel frattempo son diventati cardinali e in certi casi, addirittura papi. Perché Bologna, lo sa pure la scimmia che ho qui di fianco, con Roma se l’è intesa per un bel pezzetto, guadagnandosi i galloni della metropolitanità grazie al secco intervento di Ugo Boncompagni, un figlio di commercianti petroniani, ex giurista vagamente debosciato poi elevato al soglio pontificio con il moniker di Gregorio XIII. (more…)
Archive for the ‘Cose che capitano’ Category
Via Berretta Violetta
Tuesday, May 11th, 2010Colpi di taggo
Friday, May 7th, 2010
C’erano una volta gli Sharks e i Jets che si contendevano il West Side di New York. Poi sono arrivati i Creeps e i Bloods che si menavano per le strade di Los Angeles. Qui da noi ci stavano i pilastrini che si limitavano a rincorrere noi cinnazzi di buona famiglia per le strade del centro, il sabato pomeriggio. Quando siamo cresciuti abbiamo scoperto che esisteva l’hip e pure l’hop con tutto l’armamentario di street culture, che era una roba nuova e fica da queste parti e pure molto colorata, con tutti quei disegni e le scritte incomprensibili tracciate con le bombolette spray. Quindi abbiamo scoperto Keith Haring o si parva licet, il più autarchico Dumbo (al secolo Speaker Dee Mo’), che bazzicava l’Isola ed era tra i primi a fare i graffiti in città. Oggi c’è una piccola mandria di adolescenti che ha scoperto il concetto di Tag e se ne va in giro a spruzzare firme un po’ dove capita, a mo’ di cagnetti che marchiano il territorio. Ci sono anche i ‘politici’, quelli che che con la bomboletta fanno un po’ di antagonismo e naturalmente, purtroppo in minoranza, i ‘manici‘, gli artisti, coloro che decorano invece che imbrattare, sfruttando superfici di mattoni o lamiere come tele sulle quali lasciare un segno del loro talento. In tutto ‘sto casino il questore Merolla è costretto a dire la sua, invocando gli sicofanti per fare terra bruciata attorno ai writers. Io mi limiterei solo ad evitare di parlarare di ‘insicurezza’ che è un concetto che ad invocarlo per ogni minchiata rischia di perdere il suo nobilissimo senso. Se vedo una tag sulla porta di casa, non mi sento minacciato, ma mi girano le palle solo per una questione squisitamente estetica. Ai giovinastri che firmano compulsivamente i muri direi solo: per guadagnarvi il diritto di sbombolettare il mio portone dovete organizzarvi in bande, scontrarvi armati di catene e coltelli, essere ignorati dai servizi sociali, avere la il padre che fuma crack e la madre che si prostituisce (o viceversa). Altrimenti siete solo dei buffoni. Ma forse questa idea non piacerebbe al questore Merolla. Intanto vorrei dire a Mellow, Gunter, Snowy, Suf!, Crimes, Rumba, Limes, Cobra, Leso, Smash, e Jade: so chi siete e se continuate a fare i furbi, vado dala vostra mamma che poi vi ritira la paghetta e non potete più comprare la benza per il macchinino. Sbarbo avvisato…….
Messaggio di Bonobo ai zùven (a rete unificata)
Wednesday, May 5th, 2010
L’altro giorno in radio è arrivata una carrettata di sbarbi e di sbarbe con tutto il loro armamentario di brufoli e ormoni a piede libero. Gli han spiegato le rave e le fave, li han portati a fare il giro turistico e poi li hanno costretti a sorbirsi i pipponi delle maestranze che, a turno, raccontavano cosa di bello ( e di meno bello) accade dalle parti di Berretta Rossa sessantunobarracinque. Anche Bonobo ed io ci siamo esibiti, bullandoci del nostro programmino e dicendo delle cose vaghe che già ho dimenticato. Però mi ricordo che un paio di loro sembravano interessati a fare quello che facciamo io e il mio amico peloso e allora ho pensato che gli anni passano, le scimme invecchiano e pure i loro soci e che un po’ di ricambio, anche da queste parti, non sarebbe poi così male. Anche il sapiens Jon è d’accordo, così mi verrebbe da dire: zùven, oltre a farvi i cannoni, chattare su su feisbuc, intortarvi a vicenda con variabile successo, sistemarvi il bulbo con la gommina, fare finta di studiare e raccontarvi gli affaracci vostri su netlog, perché non vi fate venire delle belle idee e poi non provate a diffonderle per radio? Io fossi in voi lo farei. Già lo feci, quando, nel secolo scorso, ero sbarbo pure io. E mi divertivo un sacco. Se per caso avete bisogno di una parola di incoraggiamento, Bonobo ed io possiamo rivolgervene più di una. Anche tre. Ai più arditi, spremuta di banana e rhum. Quello buono. Vale la pena sbattersi un po’, o no?
Fatevi vivi e scrivete a musica@radiocittadelcapo.it e chiedete del sapiens Jon
You Don’t Miss Your Water (’til The Well Runs Dry)
Tuesday, April 27th, 2010
Porìno! Bonobo mi aveva chiesto la tessera della Salaborsa perché gli era venuta voglia di rivedersi il Pianeta delle scimmie (sarebbe stata la ventiquattresima volta da quando è qui) e si è trovata la porta sbarrata con un cartello che annunciava la temporanea chiusura per l’aggiornamento del sistema informatico. Ci è rimasto malissimo. Lo capisco. Anche io, quando la trovo chiusa, la Salaborsa mi manca un sacco.
In mezzo a cotanta barbarie quella è un’isola di civiltà e umanità che non ha eguali a Bologna. Ora poi che i mercanti del tempio hanno dovuto sloggiare, lasciando campo libero a sale di consultazione, studio e lettura, la Salaborsa sembra una sorta di falla spazio-temporale che stupisce per l’abbondanza di materiale disponibile gratuitamente a tutti. A tutti, ripeto. E gratuitamente.
Poi è semplicemente, al di là delle sue funzioni di Biblioteca, un luogo di incontro, un riparo, un posto dove incontrare altri esseri umani e qualche primate, senza essere circondati da negozi ed esercizi commerciali.
Certo, ci sono alcuni piccoli problemi. Ne ha parlato oggi Mauro Felicori sulle pagine dell’Unità. Ma il buonsenso, ci conto, saprà risolverli, senza stravolgere la natura di questa struttura, lasciando (mi auguro) che anche i giovanissimi ragazzetti (e ragazzette) multilingue e multicolore possano continuare a darsi appuntamento da quelle parti, perché è sempre meglio che vederli vagare per uno dei tanti malls che attirano la gioventù. Stesso discorso per gli umarels e per quelli che una casa, un letto fisso non lo possiedono e che sotto al tetto di Salaborsa trovano temporaneo calore e conforto.
Lo dico sempre a Bonobo, la Salaborsa è una delle poche cose che mi fa sentire fiero di questa città.
E quando è chiusa mi viene sempre in mente questa canzone che dice «Non sentirai la mancanza dell’acqua fino a quando non scoprirai che il tuo pozzo si è seccato».
Pacco!!!!!
Tuesday, April 27th, 2010
-Estic…- non vorrei che Bonobo apparisse monotematico, ma ‘sta storia del concerto di GSH lo sta sfinendo. Aveva già preparato le banane imbottite per la trasferta a Milano di domani e ora scopre che il concerto è stato rimandato il 12 luglio a Vigevano. -Il 12 luglio a Vigevano? Ma siete pazzi!- ha esclamato all’indirizzo della Barley Arts che lo organizzava. Tra l’altro Bonobo il 12 luglio deve partecipare alle finali di salto dal ramo, conquistate dopo mesi di duro allenamento e mica può dar buca, gettando al vento tanti sacrifici.
Qualcuno lo vuole invitare domani sera a cena, così me lo tolgo di torno? Un’altra sera di lamentazioni non la reggo.
Bonobo tamarro
Thursday, April 15th, 2010
-Per me è una roba da tamarri- gli ho detto a Bonobo. E invece lui se la ride e se la tira un casino perché ha superato i mille visitatori. Per me sarebbe meglio tenesse un profilo un po’ più basso, ma Bonobo non sta nella pelliccia e vuole fare lo sborone a tutti i costi. Per me rimane una roba da tamarri.
Portate pazienza.
Fare indie rock a Teheran
Tuesday, April 13th, 2010
L’altra sera Bonobo è andato al cinema con la sua ragazza (vabbé, una femmina di orangutang che è qui per l’Erasmus). Davano Gatti Persiani. Un film che racconta le vicende di un ragazzo e una ragazza. Suonano indie rock, a Teheran, dove quelli che fanno l’indie-rock non sono propriamente ben visti. Non perché ad Ali Khamenei e ai suoi guardiani non piaccia il genere, ma perché proprio non sopportano il rock, l’hip hop e tutta quella musica che secondo loro non fa pendant con i precetti del Corano. Dunque cercare di fare l’indie rock a Teheran diventa un po’ come fare i partigiani quando in giro ci sono i repubblichini. Bisogna farlo di nascosto, in posti improbabili e in orari assurdi, rischiando che la polizia arresti tutto il gruppo e requisisca gli strumenti. Ci sono questi due, i Gatti Persiani, che girano per la città cercando altri musicisti disposti a partire con loro e vogliono pure organizzare un concerto. E c’è un pazzo che li incoraggia, li segue e trama alle spalle delle autorità per aiutarli ad espatriare. Ci sono attori che non sono attori, location che non sono location, magliette che non sono costumi di scena e storie che non sono fantasia, perché è tutto vero e quei due stanno veramente per andarsene e tutti gli altri sono veri musicisti e le t-shirts, le porte che si incastrano e le angoscie e le paure sono tutta roba che stava lì e che Bahman Ghobadi ha ripreso in fretta e furia, mettendoci più musica possibile, perché altre occasioni del genere non le avrebbe poi avute. Bonobo mi ha chiesto se è così anche da noi. Se chi fa l’indie rock è perseguitato dalla polizia, va alle feste clandestine (in Iran è contemplato solo questo genere di feste) e prova solo solo se è sicuro che il vicino di casa è uscito a farsi un giro. Gli ho detto che non mi risulta. Al massimo tagliano i finanziamenti a Scandellara Rock. Che non è esattamente la stessa cosa.
Mantratona-renge-kyo
Saturday, April 10th, 2010
Diavolo d’un filosofo! Ho ancora nella retina la sua sagoma affiancata a quella di quell’altra sagoma di Morgan, uno che da gran sburone della tv di stato è finito senza voce (e temiamo, anche senza patria potestà) a balbettare davanti al pubblico santoresco. Oggi, monsieur Bonaga rilancia. Cosa? Intanto Bonaga. Poi c’è questa iniziativa della Mantratona Costituzionale che prenderà corpo e voce oggi pomeriggio davanti al tribunale di via d’Azeglio. Mica il solito Nam-myoho-renge-kyo, ma l’articolo 3 della Costituzione, avete presente, quello che dice che davanti alla legge siamo tutti uguali. Quel gran verro di Napoleon, nell’orwelliana Fattoria degli animali ebbe la geniale idea di dire che però, i maiali, erano più uguali degli altri. E il gioco era fatto. -E i Bonobo?- mi ha chiesto il mio amico peloso -noi siamo più o meno uguali?-. L’ho guardato, stretto nella sua pelliccetta, con una banana sbocconcellata in mano e mi son domandato se era il caso di dirgli la verità. Poi gli ho fatto una fotocopia dell’articolo 3 e ora è di là, in camera sua, che prova a mandarlo a memoria.
La crisi è sempre una buona occasione per dedicarsi ad attività amene. Tipo la Mantratona Costituzionale. Mal che vada, si fa un po’ di ballotta e ci si scambia dei complici cinque: siam tutti qua, a prenderla nel culo, ma sempre con filosofia. Come ci insegna Bonaga.
Una badilata di fuffa
Friday, April 9th, 2010
Svegliaaaaa! No non dico a voi…sto cercando di far ridestare Bonobo dagli attacchi di narcolessia che regolarmente lo colgono appena si sente odore di primavera. Ecco, gli ho anche detto che il concerto di GSH alla fine si farà. Ma non vogliamo pubblicizzare troppo la cosa, almeno finchè non saremo entrambi sicuri di avere i biglietti. Intanto Pasqua è passata, Errani pensa a come formare la sua nuova giunta, Ronchi pensa se Errani pensa a lui e Bonobo non sa che pensare se non che sarebbe bello ritornare a trovare i suoi parenti al paese. Peccato che il suo paese disti qualche migliaio di chilometri da qua e arrivarci in scooter (ho solo quello) è un casino.E’ morto Malcom, lo sapete e il cavaliere sta benissimo. Sapete anche questo. Mi rendo conto che da quando siamo tornati ci mancano completamene gli argomenti. Abbiamo provato anche a fare un brainstorming, ma Bonobo si è addormentato di colpo e mi ha lasciato da solo a risolvere l’incombenza. Allora ho deciso, almeno per oggi, di non parlare di nulla e propinarvi della fuffa a caso. Potrei invitarvi qua a bere un bicchiere di rum con banane e latte, ricetta che Bonobo ha creato in una serata particolarmente euforica. E’ buonissimo, ma non dimenticate il ghiaccio.E’ tutto per oggi. Praticamente nulla. Come prevedevo.
Buonuovo di Pasqua
Monday, March 29th, 2010Beh, sapete che succede? Bonobo se ne va via per qualche giorno. Vuole prendersi una vacanza, dice. Da cosa non si capisce, visto che non ha mai lavorato un giorno in vita sua. Però è così e mi prega di dirvi che per qualche giorno non ci sarà. Tipo fino a Pasqua. Almeno si è impegnato a realizzare questo originale manufatto che vi mostro nella foto. Dice che è il buonuovo di Pasqua.
L’ho colpito in testa col mestolino.


