Archive for February, 2010

Vivement dimanche

Sunday, February 28th, 2010

Link Wray – Fire and brimstone

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The Shabbat Song (per Tommy)

Saturday, February 27th, 2010

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Disciplinatha, work in progress

Saturday, February 27th, 2010

Cattivi, cattivissimi, politicamente scorrettissimi…. fondamentalmente punk, i Disciplinatha questo sono stati: una delle formazioni più straordinarie emerse dall’undergroud bolognese quasi un quarto di secolo fa. Nel cuore della rossa bologna, Cristiano Santini, Dario Parisini, Daniele Albertazzi e Marco Maiani avevano abbastanza fegato e faccia tosta per colpire la città con loro incursioni realmente provocatorie e disturbanti. Provocatorie e disturbanti per chi non aveva forza, voglia, coraggio e curiosità di guardare oltre al proprio naso. Accusati di essere fascisti, i Disciplinatha, dopo il divorzio dalla Attack Punk di Jumpy (Helena) Velena, diventarono il fiore all’occhiello del Consorzio Produttori Indipendenti, label non certo in odore di nostalgie mussoliniane. Deflagranti nel suono quanto nei testi, Santini e co. avevano capito che la bonaria e sinistrorsa bologna, poteva essere (o le era veramente) gretta, fascista e razzista, magari nelle sue pieghe nascoste, magari celando denti aguzzi dietro ad un sorriso amichevole e tollerante. In questi giorni (scopro da Facebook) si sta lavorando ad un documentario sulla band scioltasi nel 1997. Siamo molto curiosi di vederlo, ma intanto raccogliamo e diffondiamo l’appello a contribuire alla sua realizzazione lasciando un messaggio a report.staff@alice.it, casomai qualcuno avesse qualsiasi tipo di materiale utile ad arricchire questo lavoro.

Avere 30 anni

Thursday, February 25th, 2010

Ognuno farà i suoi conti, i suoi esercizi di memoria…..ricostruire trent’anni di storia è un’impresa che può essere dolce e suggestiva, magari malinconica e forse anche un po’ straziante. I 30 anni del Covo, che nacque nel settembre del 1980, col nome di Casalone, sono l’occasione per confrontarci con un passato personale e collettivo. Verrà su, spontaneamente, un grande edificio innalzato mattone dopo mattone, fatto di ricordi, quelli di tutti coloro che in questi tre decenni hanno salito e sceso le rampe metalliche del centro sociale aperto da un gruppo di ragazzi che non chiedeva altro di ascoltare un po’ di musica, ritrovarsi e possibilmente aspirare ad un altro passatempo giovanile che non fosse, ed era molto in voga in quegli anni, infilasi un ago in vena.
Gianni, Gabriele, Dedu, Daniele, George, Marzio…manca il nome di Max, Massimiliano Bonini, che se ne è andato prima che venisse dato l’annuncio delle imminenti celebrazioni di questo trentennale. A lui, al ricordo di ciò che è stato e di ciò che ha fatto per il club di viale Zagabria, sono dedicati i concerti e tutte le iniziative pensate per ricordare che a Bologna, nonostante tutto, questa meravigliosa enclave di musica e socialità continua a brillare come una stella polare nelle notti sempre più buie della nostra storia recente.
Non dico altro, non aggiungo altro. Tutto il resto, il programma, una storia più dettagliata, le foto, i flyers e altre memorabilia, lo potrete trovare sul sito del Covo, nella sezione dedicata al suo trentennale.
Bonobo ed io, a chi decise di aprirlo allora e a chi ha continuato a tenerlo aperto fino ad oggi (a dispetto delle istituzioni, sempre più assenti, sempre più distanti), non possiamo dire altro che un semplice e sentito grazie.
p.s. grazie di cuore anche Benedetta Cucci per la foto

Artists united for Saint Stephen: don’t write that song!

Wednesday, February 24th, 2010

L’idea mi sembra buona. Anzi, persino migliore dei periodici ritrovini di stars della musica internazionale, ogni volta che una sciagura si abbatte su questo pianeta. L’idea di raccogliere fondi per restaurare il complesso delle chiese di Santo Stefano è lodevole, anche perché facilmente quantificabile e monitorabile da chi (e speriamo siano in molti) deciderà di pagare i 15 euro di biglietto per il grande concerto dei musicisti bolognesi autoconvocati in data 23 marzo.
La ballotta è sempre quella: Dalla, Bersani, Morandi, Carboni, Mingardi e gli Stadio guidati da Gaetano Curreri, ideatore di questo concerto benefit. Ma c’è un ma. Curreri (forse in un eccesso di zelo) ha ipotizzato che possa essere scritto un brano per l’occasione e questo un po’ mi preoccupa. Inviterei Curreri a riascoltarsi per diceci volte di fila (ma in fondo ne basterebbe una), la canzone concepita e purtroppo partorita in occasione del terremoto in Abruzzo. Ma anche le lagne canterine pro Haiti potrebbero servire da deterrente. Gli è che in questi casi, nemmeno gli autori più smaliziati (e Curreri è un eccellente autore) riescono a sottrarsi alla lacrimosa e sfiancante retorica della solidarietà. Dunque, agli Stadio e al resto della compagnia suggeriamo pacatamente di suonare le tante e gloriose canzoni dei rispettivi repertori evitando accuratamente di cedere ad improvvidi slanci creativi.
Poi magari Curreri fa di testa sua, scrive un capolavoro della musica italiana e io e Bonobo (che è d’accordo con me) veniamo clamorosamente sconfessati.
Buon per gli Stadio, buon per le Sette chiese.

I chi?

Tuesday, February 23rd, 2010

Oggi Bonobo sciappinava col mio I-tunes (gli ho messo le sue canzoni preferite nella playlist ‘Bonobo sound machine‘) e ad un certo punto ha sentito una cosa,
questa

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e ora continua a chiedermi chi sono i Cles.
Gli ho detto che quando arriva giugno glielo spiego meglio.
Le cose, a Bonobo, vanno dette un po’ alla volta.
Intanto gli ho detto di ascoltare anche questa, se ci capisce qualcosa.
Uàit Raiot!

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Aggiornamenti plenari (nonostante Bonobo)

Monday, February 22nd, 2010

Se lunedì scorso, presso la sede dell’ASER di Strada Maggiore qualcuno avesse visto un aspirante pubblicista, peloso, parecchio basso di statura, con l’aria un po’ sperduta, bene, era il mio amico Bonobo a cui avevo consigliato di ascoltare cosa si sarebbe detto alla prima riunione plenaria di giornalisti e collaboratori freelance, convocata dal Free Ccp dell’Emilia Romagna. Quando è tornato gli ho chiesto di farmi il riassunto, ma come al solito lui ha fatto una serie di gesti incomprensibili e poi se ne andato in camera sua a mangiarsi una banana. Così per farmi un’idea di quello che è successo (e qualcosa, per Diana, è successo!) ho fatto un salto sul blog del Free Ccp e finalmente adesso ne so più di prima.
Free Ci ci pì, avanti così! (questo lo aggiunto Bonobo che è già entusiasta).

Vivement Dimanche!

Sunday, February 21st, 2010

Why Does the Sun Shine? (The Sun Is a Mass of Incandescent Gas)

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The Shabbat Song

Saturday, February 20th, 2010

Gil Scott Heron – I’ll take care of you

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C’era una volta e ora non c’è più

Friday, February 19th, 2010

Alla fine della proiezione verrebbe da chiedersi: ma è necessaria un’altra guerra mondiale per riportare nel consorzio umano, almeno quello bolognese, un po’ di senso della cosa pubblica? Già, perché lo splendido documentario di Michele Mellara e Alessandro Rossi, ‘La febbre del fare‘, una ricostruzione della storia amministrativa di questa città, dal 1945 al 1980, questo ci spinge a pensare. Hai voglia a non fare il confronto con i mala tempora che corrono sgangheratamente sotto questo cielo. Non è questione di nostalgia. Non tema Gianluca Farinelli, anche perché chi scrive, quando Dozza venne proclamato sindaco dal Comitato di Liberazione Nazionale, non era ancora nato. C’è che dal documentario di Rossi e Mellara, proiettato oggi in anteprima, concetti come Civiltà, Solidarietà, Senso dello stato (o della comunità) emergono chiari e netti. E da questa evidenza non possiamo che trarre la profonda distanza che oggi ci separa da loro, dagli usi e costumi, dalle scale di valori, dall’idea di pubblica amministrazione a cui il nostro triste convento ci ha abituati in questi ultimi decenni. Certo è un caso che la proiezione sia avvenuta a pochi giorni dallo scioglimento della giunta e dall’arrivo del commissario (alla quale facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro, per il bene di tutti). Ed è pura coincidenza che Mario Giovannini ci parli del conflitto di interesse che gli impedì di continuare ad essere il segretario particolare di Dozza, perché decise di convolore a nozze con la dolce e compianta Luce, figlia del Primo Cittadino. E’ un caso che la ex assessore Adriana Lodi, a proposito di una sua trasferta in Danimarca (insieme ad una esponente dell’opposizione) dichiari che i viaggi all’estero erano cosa rara ed eccezionale e che per risparmiare si erano fatte ospitare a casa di un amico a Copenaghen. E’ un caso che un giornalista inglese si stupisse di quanto fosse basso lo stipendio del sindaco Fanti. E’ un caso. Ma nessuno ci può impedire di pensare che un diverso approccio alla gestione della cosa pubblica fosse possibile e venisse praticato. Niente di più, niente di meno, senza indulgere in nostalgie. Comunque sia, il documentario verrà proiettato il prossimo 24 febbraio all’interno di Visioni Italiane e ognuno di voi si farà una sua opinione. Io so solo, che per tanti motivi, l’ho trovato magnificamente istruttivo e sorprendentemente straziante.