October 10th, 2010

Domenica. Domenica d’ottobre. Passò quel tempo, Enea! Quasi uno si dimentica di esistere, ma non è poi così. In questi casi ci si assenta, come ha fatto Bonobo per tutti questi lunghi mesi. Capirete anche voi che una volta che si fa il biglietto per ritornare alla foresta natia, mica si rimane lì un paio di settimane. Non conviene e poi c’è il mio amico aveva una fottuta nostalgia di casa ed è riapparso solo ieri, ancora ricoperto di foglie che gli pendevano dalla pelliccia. Chissà dove si è andato a rotolare.
Comunque ora siamo di nuovo tutti qua e forse si può ricominciare. Solo che Bonobo non sa da dove e allora gli ho detto che qui in città si sta ancora pensando a chi deve fare il sindaco e da quello che si legge e si sente in giro, le idee sembrano ancora confuse.
Dunque, cambiamo pure argomento. Tanto per rompere il ghiaccio, a Bonobo gli ho anche detto che sul suo comodino ci sono un paio di libri. Uno si intitola Tracce di rossetto’ e l’altro ‘Le biciclette bianche‘ e per motivi diversi che poi sono uguali, penso che si divertirà a leggerli.
Nel primo, un classico che finalmente qualcuno si è deciso a tradurre, c’è una bella riflessione sul punk che collega momenti e movimenti diversi per tentare di descrivere (e ci riesce) l’ultimo e vero colpo di coda del rock and roll e forse la sua morte definitiva. Nel secondo ci si immerge in bel racconto di un uomo che nella vita ha fatto il produttore, rimbalzando tra USA e Inghilterra. Se amiamo e ascoltiamo Nick Drake, lo dobbiamo a lui.
Entrambi i volumi sono pubblicati da una casa editrice che si chiama Odoya. Bene hanno fatto.
Ci si sente presto.

July 14th, 2010

Ecco, alla fine il sunto è questo: Bologna ha pestato una merda. Lo ha detto oggi il sociologo e politologo Fausto Anderlini ai microfoni della nostra radio durante AngoloB.
Analisi, in fondo, ottimista. A noi pareva che le merde pestate fossero più di una. Con scarpe dotate di suola a carrarmato. naturalmente, difficilissime da pulire.
-Bologna ha pestato una merda- ha detto Anderlini, parlando della politica bolognese e degli scenari dolenti in cui la macchina elettorale cerca di rimettersi in moto, senza sapere in realtà dove andare.
Anderlini ha detto molte altre cose, sicuramente più articolate e argomentate, ma questa immagine, evocata alla fine, rende l’idea.
Una puteolente e sgradevolissima idea.
In attesa di Krusty il Clown

La foto è tratta dal sito dell’artista Davide Pavlidis

July 12th, 2010

Oh non so come è caduto il discorso, ma ieri Bonobo ha cominciato a farmi delle domande strane. Mi chiedeva che ne sapevo io di vibratori, palline, anelli, frustini, massaggiatori, pinzette e altro ancora che adesso non mi ricordo. Gli ho detto che purtroppo non ero espertissimo, ma che se proprio voleva saperne di più poteva andare in via Rialto 23/a dove c’è Betty & Books e dietro ci sono le ragazze del Sexy Shock, che di queste cose ne sanno a pacchi e le vendono pure. Gli ho detto di andarci con la sua ragazza (ricordate? l’orangutang che sta facendo l’Erasmus), che magari piuò interessare anche lei. Poi se decide di non comprare nulla, gli ho detto a Bonobo, caccia almeno 10 euro, come contributo, ché le ragazze se la passan male, per via degli affitti, delle spese e di questa vitaccia bolsa che ti costringere a finire ciò che si era cominciato con molti sforzi e fatica.
Tutta la storia, anche voi, potete leggerla qua (se c’avete faccialibro)
O potete vederla qua.

July 8th, 2010

Bonobo sciopera e se ne vanta

July 1st, 2010

Vabbè, oggi Bonobo fa festa e ringrazia Suz per questo contributo audio-video che andiamo senz’altro a postare.
A proposito di Suz: fatevi un giro nel bel giardino di via Filippo Re il prossimo 5 luglio!

June 29th, 2010

Alè, mi sa che vi tocca. Noi umarels (sì, Bonobo, pure tu), appena sentiamo una parola particolarmente evocativa, non sappiamo fare altro che dare la stura ai ricordi.
-Dù maròn!- penserete e mi sa che c’avete ragione.
Facciamo che il post di oggi se lo leggono solo quelli che han bisogno di guardare indietro per non vedere avanti. Ogni tanto, almeno.
Avete visto che il prode Restuccia metterà su i dischi al Bolognetti. Avete anche letto che la radio sarà presente ogni martedì con i suoi djs (come già, al mercoledì, in Piazza Verdi) e questa cosa è una bella cosa, perché io, al Bolognetti ci sono affezionato.
Ci abbiam fatto delle cose, in un lontano passato. Ricordo uno spettacolo (gratis) di Paolo Rossi, che mandammo in onda in diretta. Ricordo che c’ho fatto anche io il dj, un paio di volte. Al mixer c’erano soprattutto Edlin Paolone (ovunque tu sia, ti giunga l’abbraccio peloso di Bonobo e il mio) e Valerio Cacciari, che è stato un’anima di questa radio finché l’AIDS non se lo è portato via. Purtroppo, non è stato l’unico.
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June 28th, 2010

Ehi oh, ehi oh, tuttiin fila e in torpedone, arrivano gli ultimi marmocchi del lotto Betti (nel senso dela scuola materna).
Lo siòpero li aveva fermati venerdì, ma oggi li potremmo avere in Berretta Rossa, ospiti di Bonobo.
Alle 11. Circa. Se vi interessa.

June 26th, 2010

Lo avete letto sul sito della radio. Asfalto rischia di chiudere.
Nel regno dei cieli gli ultimi saranno pure i primi, ma qua continuano a rimanere ultimi e se possibile, ancora più staccati dal gruppo.
Come i redattori del Blog dei senza fissa dimora a cui Bonobo è molto affezionato.
Ne parlò una volta e nè riparlò una seconda. Questa è la terza per ricordare che lunedì 28 maggio alle 18 la redazione di Asfalto sarà in piazza IV novembre, con la manifestazione di protesta “Margini al centro”.
C’è chi continua a pensare che il modo migliore per far quadrare i conti sia tagliare sulla spesa sociale, secondo una visione da legge della giungla: i più deboli, i meno tutelati, si arrangino. E’ la loro visione dell’evoluzionismo. Ma non funziona così. Questa non è selezione naturale della specie. E’ solo l’ennesimo insulto al senso di solidarietà che dovrebbe reggere il consorzio umano
Bonobo trova tutto questo incomprensibile e io non posso che dargli ragione.

June 24th, 2010

Ieri Bonobo è andato in prigione. Lo avevano invitato a vedere uno spettacolo.
C’erano dei detenuti che suonavano delle canzoni (alcuni anche molto bene) ed altri che recitavano. C’era un gran casino in sala. C’erano anche le detenute e siccome non è facile per maschi e femmine incontrarsi, ieri volavano bigliettini, sguardi e risate e forse chi era lì era più concentrato su quello, che su ciò che avveniva sul palco. Dove si cantava e dove c’era un tunisino Wahid, che se non stesse in galera, qualcosa di buono con un microfono in mano, sarebbe anche capace di farlo. Rappava un pezzo intitolato I’m sorry baby e si rivolgeva alla figlia che lo aspettava fuori, da qualche parte.
Poi c’era uno che cantava una canzone d Sting e aveva anche la voce da Sting e cmq ognuno ha fatto il suo, cercando di tener desta l’attenzione dei compagni. Come i tre ragazzi che hanno inscenato un interrogatorio: due pulotti e un individuo sospetto che sosteneva di fare il ‘commercialista’ (sic) di pomodori, ma che per i pulotti era un trafficante d’armi.
Ma alla base di tutto c’è un gruppo di ragazze (e un ragazzo) che si chiama Gruppo Elettrogeno e che per la miseria di 20mila euro all’anno, dà vita a laboratori con gli ospiti forzati della Dozza. Questo è stato l’ultimo spettacolo, perché la convenzione è scaduta nel 2009 e nessuno l’ha rinnovata e ora loro hanno fatto questo atto di resistenza creativa, andando lo stesso in scena, anche senza prendere una lira.
Intanto, mentre lo spettacolo andava avanti, un ragazzo magrebino mi ha detto di scrivere che in carcere mancano i medicinali, non si riescono a fare visite mediche, ci si spacca le gambe inciampando nelle buche disseminate nel manto in cemento del campo da calcio e a volte manca persino l’acqua.
E io lo scrivo. Anche se so che la direttrice Toccafondi lo sa e pure la garante dei diritti dei detenuti Desi Bruno, lo sa e so che entrambe vorrebbero poter migliorare le cose, ma si sa che la galera, in Italia è una doppia condanna, quella della giustizia e poi quella della inciviltà di chi dovrebbe occuparsi dei carcerati. In bocca al lupo a tutti.

June 21st, 2010

Prendete 24 marmocchi di età variabile dai 3 ai 5 anni. Fategli scegliere una canzone da presentare in radio e mettete un Bonobo qualsiasi a chiacchierare con loro per una mezzoretta. Lo abbiamo fatto oggi con un primo gruppetto che si è spinto fin qua dalla scuole L.G. Betti. Alcuni sparivano sotto le cuffie, altri guardavano il microfono panoramico chiedendosi che senso avesse parlare in direzione di quella specie di stalattite appesa al soffitto. Un po’ erano timidi e un po’ no. Domani ci riproviamo. Se vi va di un po’ di sano dediche e richieste con dei dj che vanno all’asilo, state tuned attorno alle 11,30, con l’orecchio puntato sulla vostra radio preferita